La contabilità semplificata è il regime contabile naturale delle cosiddette imprese minori: consente di ridurre sensibilmente gli adempimenti rispetto alla contabilità ordinaria, mantenendo però obblighi precisi in materia di registrazioni e determinazione del reddito. Di seguito una guida operativa aggiornata, con i limiti di accesso, il funzionamento del criterio di cassa e un esempio numerico.
Chi sono le imprese minori
Sono imprese minori le imprese individuali, le società di persone e gli enti non commerciali che nell'anno precedente non hanno superato i limiti di ricavi previsti dall'art. 18 del DPR 600/1973: 500.000 euro per chi svolge prestazioni di servizi e 800.000 euro per le altre attività. Le società di capitali (SRL, SPA) restano sempre in contabilità ordinaria, a prescindere dal volume dei ricavi.
Limiti di ricavi e passaggio all'ordinaria
Il superamento del limite in un anno comporta l'obbligo di contabilità ordinaria dall'anno successivo. In caso di attività miste (servizi e cessioni di beni), si considera il limite relativo all'attività prevalente, purché i ricavi siano annotati distintamente; in mancanza si applica il limite più alto. È sempre possibile optare volontariamente per la contabilità ordinaria: l'opzione vincola per almeno un esercizio e si esercita con il comportamento concludente.
Contabilità semplificata per cassa o per competenza?
Dal 2017 il reddito delle imprese minori si determina, come regola, con il criterio di cassa: i ricavi concorrono nell'esercizio in cui sono incassati e i costi in quello in cui sono pagati. Restano però alcune componenti che seguono la competenza (ammortamenti, canoni di leasing, accantonamenti di lavoro dipendente, plusvalenze e minusvalenze). Si tratta quindi di un regime 'misto', non di una cassa pura.
L'opzione per il criterio della registrazione
L'art. 18, comma 5, consente di optare per la presunzione secondo cui la data di registrazione del documento ai fini IVA coincide con quella di incasso o pagamento. È l'opzione più utilizzata nella pratica, perché evita di dover tracciare puntualmente ogni movimento finanziario: l'opzione vincola per tre anni. Attenzione però: chi ha incassi molto differiti rispetto alle fatture emesse può trovarsi a pagare imposte su ricavi non ancora incassati.
I registri obbligatori
Sono previste tre modalità alternative: i registri IVA integrati con le operazioni non soggette a IVA e con l'annotazione dell'importo complessivo dei mancati incassi e pagamenti a fine anno; i due registri cronologici separati degli incassi e dei pagamenti; oppure i soli registri IVA con l'opzione per il criterio della registrazione. La scelta va fatta all'inizio dell'anno e mantenuta con coerenza.
Esempio pratico di contabilità semplificata
Un'impresa individuale di servizi emette nel 2026 fatture per 120.000 euro, di cui 100.000 effettivamente incassati entro il 31 dicembre. Sostiene costi documentati per 45.000 euro, di cui 40.000 pagati nell'anno, più 6.000 euro di ammortamenti. Con il criterio di cassa il reddito d'impresa è pari a 100.000 − 40.000 − 6.000 = 54.000 euro. Con l'opzione per il criterio della registrazione, invece, avrebbero rilevato le fatture registrate (120.000 − 45.000 − 6.000 = 69.000 euro): la differenza di imponibile, e quindi di imposte dovute, è tutt'altro che trascurabile.
Rimanenze e passaggio di regime
Nel primo anno di applicazione del regime di cassa le rimanenze finali del periodo precedente sono state dedotte integralmente; nei periodi successivi le rimanenze non rilevano più nel calcolo del reddito. Nel passaggio dalla semplificata all'ordinaria (e viceversa) occorre evitare salti o duplicazioni di imposizione: è il momento in cui gli errori più costosi si verificano, e va gestito con il commercialista prima della chiusura dell'esercizio.
Conviene davvero la semplificata?
Non sempre. La semplificata riduce i costi amministrativi, ma non consente il riporto delle perdite con le stesse regole dell'ordinaria e offre una visione economica meno accurata dell'andamento aziendale. Per imprese in crescita, con magazzino rilevante o con fabbisogno di credito bancario, la contabilità ordinaria è spesso la scelta migliore anche sotto i limiti di legge.
Come possiamo aiutarti
Studio GSC, a Busto Arsizio dal 2007, gestisce la contabilità semplificata e ordinaria di imprese individuali, società di persone e SRL in tutta la provincia di Varese e nell'Alto Milanese. Valutiamo insieme il regime più conveniente per la tua attività: la prima consulenza è gratuita.